Fillea Cgil: basta con le bugie di Natuzzi, continua a speculare sulla pelle dei lavoratori

Pasquale Natuzzi non si smentisce mai, prova ancora a confondere le carte. Appare infatti paradossale la sua dichiarazione pubblicata sui giornali secondo cui il sindacato avrebbe rifiutato la proposta di reintegrare parte dei lavoratori sino ad aprile, per far fronte alla "straordinaria acquisizione di commesse".

 

É doveroso chiarire che il sindacato non può impedire a nessuna azienda di richiamare dalla cassa integrazione i propri dipendenti. Anzi, precisiamo che il sindacato ha come obiettivo esattamente l'opposto ovvero il reimpiego o la ricollocazione di tutti i lavoratori, nello specifico quelli di Natuzzi.

 

Premesso ciò, ne consegue che ne il sindacato che altri, possono impedire a "Padron Pasquale "di utilizzare tutti i lavoratori che possono essere reintegrati dalla Cigs".

 

Basta con le bugie! Natuzzi deve spiegare perché, per l'ennesima volta, continua a speculare sulla pelle dei lavoratori che per lui sono oggetto da utilizzare a proprio piacimento, deve spiegare perché ogni due settimane cambia i propri piani aziendali e modifica la sua organizzazione, perché attacca il sindacato per giustificare un sistema lavorativo che nel concreto sfrutta lavoratrici e lavoratori, non essendo il suo gruppo dirigente in grado di definire una organizzazione del lavoro condivisa.

 

Provi a spiegare cosa veramente vuole in cambio di quanto deve, come previsto dall'accordo di ottobre 2010

 

Padron Pasquale continua (inutilmente) a parlare di "missione sociale" della sua società che ha drenato risorse a tutto spiano da oltre vent'anni, che ha prodotto non pochi danni nel territorio monopolizzando prima, ed affamando dopo, l'intero sistema di indotto della produzione, fino alla desertificazione, dato che i suoi investimenti più consistenti, come da lui affermato sono all'estero, che le produzioni rumene sono state sottratte ai lavoratori ed alle lavoratrici che oggi sta gettando per strada (circa 1800),  che è stato obbligato ad impegnarsi alla restituzione al nostro territorio di quello che ha portato all'estero, ma ancora oggi non pare avviato alcun processo di ritorno di quelle produzioni. 

 

Vogliamo ricordare che nell'incontro in Confindustria a Bari è stata la delegazione aziendale a dichiarare che non avevano nulla da dire se non minacce neanche tanto velate per poi abbandonare l'incontro.

 

Signor Natuzzi che cosa vuole?