Indagine sullo sport in Puglia, SLC a Regione: attenzione ai diritti di chi lavora nel settore

Il segretario generale Nicola Di Ceglie: “Siamo disponibili a portare il nostro contributo di proposte e idee ai tavoli regionali, richiamando la responsabilità della politica e di chi amministra ad adoperarsi affinché ogni atto dia risposte ai bisogni di chi svolge pratica sportiva ma senza dimenticare i diritti di che nel mondo dello sport lavora”

 

“Ottima iniziativa quella della Regione di avviare una grande indagine sulla pratica sportiva in Puglia. Parliamo di un settore che oltre la funzione sociale che svolge rappresenta l’1,7 per cento del Pil che arriva al 4 considerando l’indotto. Motivo per cui vorremmo che si potesse focalizzare l’attenzione anche su chi lavora nello sport e sui diritti a essi connessi”. E’ quanto afferma il segretario generale della Slc Cgil di Puglia, Nicola Di Ceglie, in relazione all’iniziativa lanciata dall’assessorato allo Sport in collaborazione con Coni e che punta a individuare offerta e deficit dei servizi connessi alla pratica.

 

“La nostra categoria assieme al Nidil e alla confederazione – spiega Di Ceglie – ha presentato proposte che vanno sotto il titolo ‘Diritto in gioco’ per sopperire alla mancanza di una disciplina legislativa organica nel settore dello sport, soprattutto quello dilettantistico. Lo sport svolge un ruolo essenziale per la socialità e il benessere psicofisico di milioni di cittadini. In Puglia sono stimati due milioni di praticanti”.

Dietro tutto questo “ci sono migliaia di persone, donne e uomini in gran parte giovani che a vario titolo e con diversi ruoli e funzioni garantiscono la pratica sportiva a tutti i livelli. Sono lavoratori spesso invisibili per i quali Slc e Cgil chiedono il riconoscimento di diritti e tutele”.

Temi che sono stati al centro di un dibattito all’interno delle Giornate del Lavoro di Lecce, che ha visto la presenza tra gli altri del presidente regionale del Coni, Angelo Giliberto, del vice presidente nazionale del CSI – Centro sportivo italiano, e del calciatore campione del mondo Beppe Dossena. “Tra le cose che chiediamo a ogni livello è che le notevoli risorse pubbliche di cui beneficia il settore – sottolinea Di Ceglie – sia collegate alla qualità dell’offerta sportiva, alla sua professionalità e alla reale dimensione. Ogni agevolazione attraverso regole trasparenti deve puntare a definire precise regole di gestione delle strutture, al riconoscimento della pratica sportiva organizzata e anche della regolarità del diritto del lavoro”.

“Da parte nostra continueremo a sviluppare e applicare una contrattazione in grado di garantire e tutelare il lavoro in tutte le sue forme. Ma siamo disponibili a portare il nostro contributo di proposte e idee ai tavoli regionali – conclude il segretario del Slc Cgil Puglia – richiamando la responsabilità della politica e di chi amministra ad adoperarsi affinché ogni atto dia risposte ai bisogni di chi svolge pratica sportiva ma senza dimenticare i diritti di che nel mondo dello sport lavora”.