Un confronto su lavoro, precarietà, salari e diritti a partire dal suo libro "Un'altra storia. Venerdì 30 gennaio dalle ore 15.30 nell'aula V di Palazzo del Prete
Un dialogo tra il segretario generale della Cgil nazionale, Maurizio Landini, e le studentesse e gli studenti dell’Università di Bari, al centro i temi del lavoro, del precariato, dei bassi salari, dell’emigrazione soprattutto dai territori del Mezzogiorno, ma anche sulle stagioni di lotta che nel Paese portarono all’avanzamento sulla strada dei diritti sociali e civili.
L’iniziativa pubblica promossa dalla Cgil Puglia e dalla Rete Puglia si terrà a Bari venerdì 30 gennaio, a partire dalle ore 15.30 nell’Aula V di Palazzo del Prete – che ospita i Dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Politiche - in Piazza Cesare Battisti.
Lo scorso anno Landini ha pubblicato per la casa editrice Piemme un libro dal titolo “Un’altra storia”, in cui si racconta per la prima volta a cuore aperto, aprendo l'armadio della memoria. Dagli anni Settanta ai giorni nostri, dall'infanzia e l'adolescenza a San Polo d'Enza, fino alle esperienze sindacali degli inizi a Reggio Emilia e Bologna, al salto nazionale in Fiom prima e in Cgil poi. Tra ricordi, aneddoti e svolte professionali ed esistenziali si scorge la storia degli ultimi quarant'anni di questo Paese, con un focus su alcune grandi ferite sociali di ieri e di oggi che ancora sanguinano e che devono essere rimarginate. Non mancano le analisi sulle grandi questioni legate al mondo del lavoro e a quello delle grandi vertenze, nella declinazione dell'idea-manifesto del "sindacato di strada", in cui democrazia e autonomia sono il grande orizzonte.
Spunti che saranno alla base del confronto tra il segretario della Cgil e studentesse e studenti, soprattutto sulle battaglie ancora da fare oggi e nel futuro, non solo per difendere ma per estendere diritti e tutele in una stagione che nel mondo del lavoro vede le giovani generazioni colpite da diffuso precariato e mancato riconoscimento delle competenze acquisiste nei percorsi di studio, a causa di un sistema d’impresa che non investe più su qualità, innovazione, sicurezza, stabilità.