Una nota congiunta della segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, e del segretario generale della Cgil di Taranto, Giovanni D’Arcangelo
La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Taranto ha già prodotto due importanti risultati: l’assunzione da parte della Regione Puglia, del Comune, della Provincia di Taranto e dei capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione, del documento redatto dal consiglio di fabbrica dell’ex ILVA come piattaforma rivendicativa comune e la convocazione di un tavolo sulla vertenza del gruppo a Palazzo Chigi il prossimo 27 ottobre. “Dalla lunga riunione alla Presidenza della Regione di ieri è venuta fuori una posizione unitaria tra parti sociali, istituzioni e politica rispetto a garanzie sociali, continuità produttiva, abbandono del ciclo del carbone verso i forni elettrici, l'adozione di misure straordinarie a tutela dell'occupazione e dei lavoratori diretti ,dell'indotto, degli appalti e di Ilva in AS. Tocca ora al Governo assumere un impegno rispetto a progetto industriale e investimenti che devono guardare a una prospettiva lunga", È quanto affermano la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, e il segretario generale della Cgil di Taranto, Giovanni D’Arcangelo, sulla riunione convocata ieri dal Presidente Decaro su richiesta dei sindacati per affrontare la vertenza ex Ilva. "La condivisione delle proposte e delle richieste del sindacato su 'quale siderurgia' e 'quale produzione' è un passaggio fondamentale per andare oltre il decreto emergenziale del Governo, che reclama un protagonismo dello Stato, come stiamo chiedendo da tempo, e risorse per le bonifiche, la transizione, a garanzia della salute dei cittadini e degli stessi lavoratori. Ma serve tradurre tutto questo in impegni concreti, senza lasciar fare ai privati ancora una volta, e lo diciamo in riferimento alla gara e alle interlocuzioni con investitori. Siamo in una condizione che esige da parte del Governo rispetto per i lavoratori, per il territorio, garanzie su investimenti, rispetto della salute e dell’ambiente e futuro industriale”.