No all'autonomia differenziata sotto mentite spoglie, fronte comune contro chi spacca Paese

22-07-2026 11:45:24

“Questa destra di governo conferma il suo disprezzo per il meridione e per le istituzioni, provando ad aggirare la sentenza della Consulta sull’autonomia differenziata con giochi di parole che non cambiano la sostanza delle cose. Bene ha fatto il presidente della Regione a rilanciare un fronte che deve essere comune contro questo disegno che disgrega il Paese e avvilisce i territori e i cittadini e le cittadine del Mezzogiorno”. È il commento della segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, alle pre-intese sull'autonomia differenziata che il governo si appresta a siglare con alcune regioni del Nord e all’allarme lanciato dal presidente Decaro rispetto alle gravi ricadute che avrebbero sul sistema sanitario del Sud.   “C’è una questione meridionale che dovrebbe essere prioritaria nel Paese e per il Governo: emigrazione giovanile, crisi industriali, aumento della povertà, tagli agli enti locali, gap su servizi e organici pubblici oltre che per infrastrutture materiali e immateriali – elenca Bucci -. Nonostante tanti proclami e propaganda sul Sud locomotiva, il reddito delle famiglie del Mezzogiorno è inferiore di un terzo rispetto a quello del Centro Nord. E anche i risultati del Pil, a fronte degli investimenti per la Zes e il Pnrr, non segnano quella svolta auspicata. E che fa il Governo? Interviene su una materia come la salute e la cura, che da diritto universale fondamentale sarà invece differenziato in base e dove nasci o vivi”.   Condivide, la Cgil, la lettura di Decaro sugli effetti delle funzioni che sarebbero trasferite alle Regioni: "C’è un tema che da tempo la Cgil e la nostra categoria del pubblico denunciano da tempo: la grave carenza di organici nelle strutture sanitarie, e la fuga di molti professionisti e operatori dal servizio sanitario nazionale verso il privato, e causa delle condizioni di lavoro divenute insostenibili proprio a causa di quel gap di personale cui tocca sopperire, sia per i salari non adeguati – spiega Bucci -. A fronte di tagli rispetto al Pil alla sanità pubblica, che ha effetti più deleteri sui territori del Mezzogiorno, permettere alle regioni più ricche di poter pagare compensi aggiuntivi a chi è in servizio, fissare tariffe differenziate, rischia di svuotare ancor più i nostri ospedali, determinare ulteriore mobilità passiva che è tra le voci che grava maggiormente sul bilancio sanitario della Puglia”.   “Come Cgil, a livello territoriale e nazionale, siamo in campo con una mobilitazione a sostegno del Mezzogiorno, per reclamare il potenziamento dei servizi pubblici a partire da sanità, istruzione, giustizia. Perché vi siano trasferimenti adeguati agli enti locali che rischiano di non poter più garantire servizi essenziali per chi nei nostri territori vive. Perché si affrontino le tante e gravi crisi industriali, investendo sulle transizioni, sulle filiere delle rinnovabili, potenziando le infrastrutture materiali e immateriali. Non ci stiamo alla terziarizzazione del Sud, ridotto a cartolina, meta per le vacanze possibilmente di ricchi che lasciano briciole a lavoratori e impattano pesantemente nella gestione dei territori”.   Priorità quelle elencate dalla segreteria regionale della Cgil pugliese che sono “in antitesi al progetto di autonomia differenziata, che preoccupa le stesse imprese, gli economisti. Per questo condividiamo la necessità di un fronte comune che parta dalla Puglia e si estenda a tutto il Mezzogiorno. Allora bene l’eventuale ricorso alla Consulta se dovessero passare le pre intese, ma assieme dobbiamo proseguire nella campagna di informazione dei cittadini e delle cittadine, che avevano sostenuto in massa la proposta di referendum boi bocciata nella sua formulazione. Se qualcuno non l’avesse capito, va spiegato che non è solo questione di assetti istituzionali, come afferma la destra, ma che questa riforma ha ricadute sulla qualità della vita delle persone che vivono al Sud”. Vedi meno

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