Bilancio Sanità e aumento Irpef, lettera a Decaro: Presidente, i pensionati hanno già dato

27-04-2026 09:00:14

Caro Presidente Decaro,

Apprendiamo che la Giunta Regionale voglia procedere con l’aumento dell’aliquota dell’addizionale IRPEF per coprire il disavanzo della sanità.

La consideriamo una soluzione inaccettabile!

Per gli anziani si tratterebbe di un torto che non meritano.

Rappresentano la parte della popolazione che più di tutte ha pagato le disfunzioni di un sistema che negli ultimi anni ha spesso negato il diritto alla salute, attraverso liste d’attesa dai tempi irragionevoli.

Abbiamo apprezzato molto la solerzia e la determinazione con cui ha voluto dare un segnale importante rispetto all’anticipo delle prestazioni arretrate. Aver aperto le strutture di sera e anche nei giorni festivi per assicurare le prestazioni a chi aspettava da anni è stata un’operazione che non è passata inosservata.

Si è peraltro trattato di una risposta alle rivendicazioni sindacali che sin dal 2016 sono state al centro di mobilitazioni.

Ma la soluzione di mettere mani nelle tasche delle persone non può che essere accolta come una beffa nei confronti di quegli anziani che davanti allo sportello del CUP per anni sono stati respinti oppure inseriti in liste di attesa lunghe anche qualche anno. Lei Sig. Presidente converrà che per un anziano il tempo brucia più in fretta: un mese in più di attesa può risultare decisivo;

di quegli anziani che hanno subito l’umiliazione di sentirsi dire: “se paghi anche subito”;

di quegli anziani che per sottoporsi ad un intervento chirurgico continuano ad attendere anni, se non dispongono dei soldi per pagare una visita privata presso uno specialista che possa poi inserirlo in lista.

Non sappiamo ancora cosa ci riserverà il futuro.

Vorremmo essere smentiti dai fatti, per ora ci rimane il dubbio che a fronte di un lavoro meritorio di smaltimento del pregresso, per chi chiede oggi una prestazione si riproponga lo stesso metodo del passato.

Sarebbe apprezzabile invece che si rispettassero i tempi previsti per legge per la fornitura delle prestazioni, che l’urgenza venga considerata come tale, che i malati oncologici abbiano una corsia preferenziale, così come gli anziani ultraottantenni.

Sì Sig. Presidente. Sappiamo che ciò non sia previsto da nessuna normativa, ma sarebbe un bel segnale se lei si facesse carico di assumere e rispettare il valore della vita per chi di vita gliene resta ancora poca.

Così come crediamo che agli anziani siano riconosciuti i limiti oggettivi legati al luogo e alle condizioni in cui vivono. Fra quelle persone, che così come abbiamo appreso, hanno rinunciando all’anticipo della prestazione, siamo sicuri ci siano anziani che non possono programmare autonomamente la loro disponibilità di tempo.  

Se come è vero gli anziani rappresentano il 25% della popolazione pugliese e se come è vero nei prossimi anni questo dato è destinato a crescere, allora è necessario che vengano introdotti correttivi nel modo di organizzare e fornire servizi che rispondano alle esigenze e alle peculiarità reali.

Si tratterebbe di soluzioni solo di carattere organizzativo e che non comporterebbero alcun aggravio di costi.

Così come agli anziani non autosufficienti deve essere garantita quell’assistenza domiciliare che in Puglia continua ad essere carente.

E che dire delle case della salute? Si sperava che potessero contribuire a migliorare i servizi territoriali, invece ci troviamo difronte a ritardi inaccettabili, con la gente costretta a rivolgersi al Pronto soccorso.  

GLI ANZIANI NON CHIEDONO ALTRO CHE UN SISTEMA SANITARIO CHE SI PRENDA CURA.

SI TROVINO I SOLDI ALTROVE PER COPRIRE IL DEBITO, PRENDERLI DAI PENSIONATI E’ UN ATTO DI INGIUSTIZIA!


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